Paolo Scarpa
Proveniente dal mondo
del design, a trent'anni Paolo Scarpa decide di cominciare
a sperimentare
sul vetro nuove forme, nuove applicazioni e nuove tecniche di cottura
partendo, paradossalmente, dalla più antica
- la fusione - quasi del tutto abbandonata
a Murano perché troppo
complessa, troppo costosa e non seriale.
Dopo cinque anni di sperimentazione e
ricerca, l’artista focalizza
la sua attenzione
sulla figura umana: muscolare, tendinea e potente
nell’uomo; sinuosa, armoniosa
e sensuale nella donna.
Le sue figure entrano ed escono dalla materia, se ne distaccano,
ma vi appartengono.
Paolo Scarpa pone quindi al centro della sua arte l’uomo, la
sua storia, la sua vita
e lo racconta attraverso il vetro e la luce
che ad esso dà senso, dà vita.
L’artista ha attualmente in corso di progettazione grandi installazioni - per le quali, oltre al vetro, verranno usati materiali diversi quali acciaio, plexiglass, luce, acqua - e grandi vetrate da collocarsi in interni (chiese, alberghi, edifici pubblici) ed esterni (parchi, piazze).
la tecnica
Sostanzialmente ho modificato ed adattato la tecnica
della fusione a cera persa usata per il bronzo, ottenendo
delle fusioni di vetro massiccio.
Questa tecnica modificata mi permette di ideare e riprodurre
soggetti impossibili da creare con tutte le altre tecniche
di lavorazione del vetro usate a Murano e di creare
dei pezzi unici di grande valore artistico.
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